Monsignor Bagnasco, il nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha ricevuto una busta contenente un bossolo e una sua foto con una svastica disegnata di sopra.
È l’apice di una serie di atti intimidatori, che hanno avuto inizio all’incirca un mese fa, quando si è avuta una presa di posizione chiara e definitiva da parte della CEI in materia di famiglia fondata sul matrimonio e iniziative legislative in materia di unioni di fatto ( cfr. la Nota del Consiglio Episcopale Permanente, del 28/03/2007 ).
Il fatto è sicuramente inaudito, proprio nel senso letterale che non si era mai sentito di un gesto del genere, ed è comunque di una gravità tale da riportare alla memoria periodi bui della storia del nostro paese. Ma, se è possibile, quello che sgomenta di più è altro. Leggiamo su La Repubblica del 30 Aprile gli attestati di solidarietà dei politici della maggioranza, in particolare del Presidente del Consiglio Prodi e del Presidente della Camera Bertinotti. Il primo definisce il gesto “ …un intollerabile atto di stupidità ”, il secondo fa un discorso più articolato che parte da una premessa molto condivisibile: “ La mia solidarietà e la mia condanna sono scontate, ci mancherebbe. Il fatto è che a questo punto non bastano più ”. Verissimo. “ Ogni violenza o minaccia di violenza va condannata. E soprattutto va contrastato il degrado di cultura pubblica di cui queste violenze e minacce sono espressione ”. Prosegue parlando della necessità di un ”soprassalto etico e politico”, in particolare in un ambito di “particolare delicatezza” come quello dei rapporti tra Stato e Chiesa.
Il punto è che sicuramente questa maggioranza ha due grossi problemi: un ala radicale e massimalista che - come abbiamo avuto modo di vedere nella recente crisi di Governo - crea problemi prima di tutto agli alleati. Proprio dentro quest’ala trova la sua culla naturale l’ anticlericalismo ideologico e violento da cui nasce un gesto come quello di cui è stato vittima monsignor Bagnasco. Il soprassalto etico di cui parla il Presidente della Camera dovrebbe cominciare dal porsi seriamente il problema di capire perché non si riesca a fare i conti davvero - al di là delle dichiarazioni di principio più o meno sdolcinate e retoriche – con le pressioni che vengono esercitate dall’estremismo di sinistra.
Il secondo grosso problema è quello di buona parte dei cattolici della maggioranza, i cosiddetti “cattolici adulti” per seguire la definizione che Romano Prodi ha dato di sé e di quelli come lui. L’essere adulti sarebbe dato dal fatto di riuscire ad agire responsabilmente senza che papà (cioè la CEI) dica loro cosa fare. Il che si traduce in un atteggiamento di formale rispetto, ma di sostanziale supponenza nei confronti di ogni suggerimento che provenga dal Magistero della Chiesa, per il solo fatto che proviene dal Magistero stesso. Ci chiediamo: se sono gli stessi cattolici ad alimentare l’avversione di principio nei confronti della Chiesa cattolica, come possiamo poi prendercela con chi inneggia al ritorno delle Brigate rosse?
Il degrado di cultura pubblica in cui siamo immersi genera violenza. Ripetiamo le parole del Presidente della Camera e le facciamo nostre, ma con una domanda: non è forse “degrado” legittimare per debolezza, per vergogna o per real-politik posizioni ideologiche che generano una violenza crescente nei confronti della Chiesa? O c’è qualcuno che dentro di sé, in fondo in fondo, crede davvero che la CEI è la longa manus dell’ultimo totalitarismo, controllato dal Pastore Tedesco (sic!) che siede attualmente sul soglio pontificio? Il vero degrado è che più di uno crede davvero che i fatti stiano in questo modo, ma al momento di agire di conseguenza i cattivi fanno veramente quello che i buoni sognano soltanto di fare. I cattivi sono pericolosi, ma lo sono di più i buoni: è dei buoni che bisogna diffidare.
martedì 1 maggio 2007
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